Intelligenza Artificiale che lavora al PC

Dalla rivoluzione digitale alla sostituzione dei professionisti: perché lo sviluppo di temi WordPress potrebbe essere uno dei settori più colpiti

C’è un paradosso nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale di cui si parla ancora troppo poco: una delle tecnologie che si stanno diffondendo più rapidamente proprio grazie a Internet potrebbe finire per eliminare una parte significativa dei lavori che Internet ha contribuito a creare.

Per anni, il web ha rappresentato un’enorme opportunità professionale. Ha permesso a sviluppatori, grafici, copywriter, traduttori, specialisti SEO e freelance di lavorare da casa, raggiungere clienti in tutto il mondo e costruire attività indipendenti senza dover necessariamente entrare in una grande azienda.

Oggi, però, proprio questi professionisti si trovano davanti a una trasformazione potenzialmente radicale. L’intelligenza artificiale non si limita più ad assisterli nelle attività quotidiane: sta diventando capace di svolgere interi processi lavorativi, dalla progettazione iniziale alla realizzazione del prodotto finito.

E questo potrebbe cambiare profondamente il mercato del lavoro online.

Non è soltanto una questione di automazione

Quando si parla di intelligenza artificiale e occupazione, il dibattito si concentra spesso sui lavori manuali, sui call center o sulle attività amministrative ripetitive. Eppure, una delle trasformazioni più significative potrebbe riguardare proprio quelle professioni digitali che, fino a pochi anni fa, sembravano relativamente protette dall’automazione.

Il motivo è semplice: gran parte del lavoro svolto online consiste nel manipolare informazioni, produrre contenuti, scrivere codice, elaborare immagini e trasformare idee in prodotti digitali.

Sono attività nelle quali i modelli di intelligenza artificiale stanno facendo progressi molto rapidi.

Un imprenditore che prima doveva rivolgersi a un grafico per creare un’identità visiva, a un web designer per progettare un sito e a uno sviluppatore per realizzarlo può oggi affidare una parte crescente di questo processo a strumenti automatici.

Non significa che ogni professionista diventerà improvvisamente inutile. Significa, però, che per molti servizi potrebbe diminuire drasticamente la quantità di lavoro umano necessaria e, di conseguenza, anche il numero di professionisti richiesti dal mercato.

Il problema non è soltanto che una macchina possa svolgere un’attività. È che potrebbe permettere a una sola persona di fare ciò che prima richiedeva il lavoro coordinato di più persone.

WordPress e ThemeForest: un mercato che potrebbe cambiare radicalmente

Uno degli esempi più interessanti è quello dello sviluppo di temi per WordPress.

Per anni, creare e vendere temi grafici per WordPress ha rappresentato un’attività redditizia per sviluppatori indipendenti e piccoli studi. Piattaforme come ThemeForest, parte dell’ecosistema Envato, hanno permesso a numerosi autori di commercializzare i propri prodotti digitali a una clientela internazionale.

Il modello è relativamente semplice: uno sviluppatore realizza un tema, lo pubblica sul marketplace e può venderlo ripetutamente a clienti diversi, ottenendo ricavi da un prodotto creato una sola volta.

Un tema di successo può generare vendite per anni, soprattutto se viene aggiornato, migliorato e accompagnato da un servizio di assistenza.

Ma questo modello economico si basa anche su un presupposto: realizzare un tema professionale richiede competenze tecniche, tempo e risorse che non tutti possiedono.

L’intelligenza artificiale potrebbe ridurre proprio questa barriera.

Dall’immagine al tema WordPress: il passaggio che cambia tutto

Immaginiamo di voler realizzare un sito web per un ristorante, un musicista, un’agenzia immobiliare o un negozio online.

Fino a poco tempo fa, un cliente con un’idea precisa del risultato finale doveva cercare un tema esistente, adattarlo alle proprie esigenze oppure incaricare un professionista di sviluppare un progetto personalizzato.

Con gli strumenti di intelligenza artificiale più recenti, il procedimento può essere molto diverso.

Si può partire da una semplice descrizione, da uno schizzo disegnato a mano, da una fotografia o da uno screenshot che mostra lo stile desiderato. L’IA può interpretare la struttura visiva, proporre un design, generare il codice e aiutare a trasformare il risultato in pagine web modificabili.

Esistono già strumenti che lavorano in questa direzione, alcuni dei quali sono progettati specificamente per WordPress. Altri consentono di convertire riferimenti visivi in pagine utilizzabili con editor come Elementor o Gutenberg.

Questo non significa che qualsiasi immagine possa essere trasformata automaticamente, in ogni circostanza, in un tema WordPress completo, impeccabile e pronto per la distribuzione commerciale. La qualità del risultato, la compatibilità, la sicurezza e la necessità di interventi tecnici dipendono ancora dallo strumento e dalla complessità del progetto.

La direzione, tuttavia, è chiara: **il percorso che separa un’idea da un prodotto web funzionante sta diventando sempre più breve e accessibile.**

Ed è proprio questo il punto.

Perché acquistare un tema già pronto se posso farmelo creare?

Se un utente può descrivere il sito che desidera e ottenere una prima versione personalizzata in tempi brevi, perché dovrebbe acquistare un tema commerciale pensato per migliaia di persone diverse?

La domanda riguarda il cuore stesso del mercato dei template.

Un tema preconfezionato deve cercare di soddisfare esigenze differenti. Per questo spesso include numerose demo, molte opzioni, funzionalità aggiuntive, integrazioni con plugin e sistemi di personalizzazione complessi.

Questa flessibilità ha un costo: può rendere il prodotto più complicato da configurare e, in alcuni casi, più pesante del necessario.

Un tema generato su misura, invece, potrebbe essere progettato intorno alle esigenze di un singolo progetto. Se realizzato e verificato correttamente, potrebbe contenere soltanto le funzioni necessarie, con una struttura più semplice e meno dipendenze.

Il cliente potrebbe chiedere un design specifico, modificarne colori e disposizione degli elementi, aggiungere funzionalità e correggere il risultato attraverso successive istruzioni.

Invece di adattare il proprio sito a un tema già esistente, potrebbe adattare il tema alla propria idea.

Naturalmente, un prodotto personalizzato non è automaticamente più veloce, sicuro o leggero. Il vantaggio dipende dalla qualità del codice generato e dalle verifiche effettuate. Ma la possibilità di ottenere un risultato su misura a costi inferiori rappresenta una sfida concreta per il modello tradizionale dei temi commerciali.

I primi segnali dal mercato freelance: meno richieste per sviluppare siti web?

Il rischio che l’intelligenza artificiale possa ridurre il lavoro per gli sviluppatori web non è soltanto un’ipotesi teorica. Alcuni segnali stanno emergendo dal mercato del lavoro freelance, anche se devono essere interpretati con attenzione.

Il 16 ottobre 2026, TechRadar Pro ha pubblicato un’analisi dedicata alla diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale per la creazione di siti web. Secondo i dati riportati nell’articolo, tra il secondo trimestre del 2024 e il terzo trimestre del 2026 gli annunci per lavori di web design su Freelancer.com sarebbero diminuiti di circa il 59%. Nello stesso periodo, gli annunci relativi a PHP avrebbero registrato una flessione analoga, quelli per WordPress del 58% e quelli per HTML del 55%.

Fonte: TechRadar Pro – The collapse of web coding gigs is getting ugly

Nello stesso articolo viene citata un’indagine commissionata da Bluehost, condotta su 201 imprenditori statunitensi. Il 53% degli intervistati avrebbe dichiarato di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per creare siti web. Tra gli utilizzatori, il risparmio medio indicato sarebbe stato di circa 850 dollari e 32 ore di lavoro per progetto.

Questi numeri meritano attenzione perché mostrano due fenomeni che potrebbero rafforzarsi a vicenda: da una parte, una maggiore disponibilità di strumenti che consentono alle imprese di realizzare siti in autonomia; dall’altra, una possibile diminuzione delle occasioni di lavoro pubblicate su una delle principali piattaforme per freelance.

È importante, tuttavia, non confondere una correlazione con una prova definitiva di causalità. I dati riguardano una singola piattaforma e un’indagine relativamente piccola: non dimostrano che tutte le richieste di sviluppo web stiano diminuendo nella stessa misura, né che l’intelligenza artificiale sia l’unica causa della flessione. Anche la domanda generale di servizi digitali, le condizioni economiche e le modalità di reclutamento possono influire sui risultati.

C’è poi un dettaglio particolarmente interessante: secondo la stessa indagine, soltanto una piccola minoranza degli intervistati che utilizzano questi strumenti avrebbe pubblicato il sito senza apportare modifiche ai contenuti generati. Questo suggerisce che l’intervento umano rimane importante, ma potrebbe spostarsi dalla produzione iniziale alla revisione, alla personalizzazione e al controllo della qualità.

Il segnale da osservare, quindi, non è necessariamente la scomparsa dello sviluppatore web. È la possibilità che un numero crescente di clienti riesca a completare autonomamente i progetti più semplici, riducendo il ricorso ai professionisti per incarichi che in passato rappresentavano una fonte di reddito.

ThemeForest è destinato a crollare? Non ancora, ma il modello è sotto pressione

Tra i mercati potenzialmente esposti a questa trasformazione c’è quello dei temi WordPress commerciali, rappresentato da piattaforme come ThemeForest.

È importante chiarire un punto: non ci sono elementi sufficienti per affermare che ThemeForest stia già crollando a causa dell’intelligenza artificiale. Il marketplace continua a ospitare migliaia di temi e prodotti consolidati, alcuni dei quali hanno raggiunto volumi di vendita molto elevati.

Questi dati dimostrano che esiste ancora una domanda per i temi commerciali. Ma non garantiscono che il mercato rimarrà uguale nei prossimi anni.

Il rischio è strutturale e riguarda il modo in cui vengono creati, distribuiti e acquistati i prodotti digitali.

Per capire il problema, immaginiamo un imprenditore che debba realizzare il sito della propria attività. Se può descrivere il design desiderato a un’intelligenza artificiale, partire da un’immagine di riferimento, generare le pagine, modificare il risultato e ottenere un tema WordPress personalizzato, potrebbe non avere più bisogno di acquistare un template commerciale.

Se questa possibilità diventasse sufficientemente affidabile, semplice ed economica, una parte della clientela potenziale dei marketplace potrebbe scegliere un’alternativa.

Contemporaneamente, anche la produzione di temi potrebbe diventare molto più accessibile. Un singolo sviluppatore, aiutato dall’intelligenza artificiale, potrebbe realizzare e personalizzare prodotti in tempi inferiori rispetto al passato. Questo potrebbe aumentare il numero di concorrenti e rendere più difficile emergere in un catalogo già affollato.

Il mercato si troverebbe così ad affrontare due pressioni contemporanee: potenzialmente meno clienti disposti ad acquistare temi preconfezionati e più autori in grado di produrne di nuovi.

Non è detto che questo scenario si traduca in un crollo generalizzato. Potrebbe invece verificarsi una trasformazione graduale, con una riduzione dei ricavi per alcuni autori, una maggiore difficoltà per i nuovi arrivati e una selezione più forte dei prodotti capaci di offrire qualcosa di realmente distintivo.

I temi più complessi, i prodotti con una reputazione consolidata e quelli accompagnati da aggiornamenti, assistenza e integrazioni specialistiche potrebbero mantenere un vantaggio competitivo. Un semplice template grafico, invece, potrebbe diventare più difficile da vendere se il cliente fosse in grado di ottenere un risultato simile in autonomia.

La domanda da porsi, dunque, non è se ThemeForest scomparirà domani. È se il modello economico basato sulla vendita ripetuta dello stesso tema a migliaia di clienti rimarrà altrettanto redditizio quando la personalizzazione automatizzata diventerà una possibilità sempre più concreta.

Ed è una domanda che riguarda molti altri mercati di prodotti digitali, non soltanto WordPress.

Il problema non riguarda soltanto chi sviluppa temi

Lo stesso ragionamento può essere applicato a molte altre professioni digitali.

  • Web designer. La generazione automatica di layout e interfacce potrebbe ridurre il tempo necessario per realizzare siti semplici e progetti standardizzati.
  • Sviluppatori freelance. Le attività di programmazione ripetitive, le modifiche di codice e la realizzazione di componenti comuni potrebbero richiedere meno ore di lavoro umano.
  • Copywriter e traduttori. Una parte dei contenuti standard potrebbe essere prodotta automaticamente, lasciando ai professionisti soprattutto la revisione, la specializzazione e i lavori che richiedono una voce autentica.
  • Grafici. La creazione di loghi preliminari, banner, illustrazioni e materiali promozionali è già influenzata dagli strumenti generativi.
  • Specialisti SEO. L’IA può assistere nella ricerca di parole chiave, nell’analisi dei contenuti e nella produzione di bozze. Questo può aumentare la produttività, ma anche ridurre il valore di alcuni servizi standardizzati.
  • Venditori di prodotti digitali. Template, elementi grafici, documenti, presentazioni e altri materiali scaricabili potrebbero trovarsi di fronte allo stesso problema: se il cliente può ottenere un prodotto personalizzato con poco sforzo, perché dovrebbe acquistarlo già pronto?

Non tutte queste professioni scompariranno. Ma è possibile che cambino profondamente, con meno domanda per le attività più semplici e una maggiore concentrazione del lavoro nelle mani di chi sa gestire progetti complessi, offrire consulenza e garantire risultati affidabili.

Il paradosso del lavoro online

Qui emerge la contraddizione più interessante.

Internet ha consentito a moltissime persone di creare nuove professioni, lavorare da remoto e vendere competenze senza limiti geografici. Ha aperto opportunità anche a chi non avrebbe avuto accesso ai tradizionali mercati del lavoro.

L’intelligenza artificiale si sta diffondendo attraverso la stessa infrastruttura e viene spesso presentata come un ulteriore strumento di democratizzazione: chiunque può creare, programmare, progettare e produrre.

Ma democratizzare la produzione non significa necessariamente democratizzare il reddito.

Se milioni di persone possono creare un sito web senza rivolgersi a uno sviluppatore, questo rappresenta un vantaggio per chi vuole aprire un’attività. Ma rappresenta anche una possibile perdita di opportunità per chi veniva pagato per realizzare quei siti.

Il cliente risparmia denaro. Il professionista rischia di perdere un incarico.

Se questo processo si ripetesse in molti settori, il problema diventerebbe più ampio: una tecnologia capace di rendere accessibili servizi prima costosi potrebbe contemporaneamente ridurre la domanda di lavoro retribuito necessario per fornirli.

E non è detto che i nuovi lavori creati dall’IA siano sufficienti, almeno nel breve periodo, a compensare quelli trasformati o eliminati.

Ma l’intelligenza artificiale non potrà fare tutto?

Sarebbe sbagliato concludere che gli sviluppatori WordPress siano destinati a scomparire.

Realizzare un sito professionale significa molto più che produrre un’interfaccia gradevole. Occorre garantire sicurezza, accessibilità, compatibilità con plugin e aggiornamenti, gestione dei dati, prestazioni, SEO tecnica e corretto funzionamento delle funzionalità richieste.

Un tema destinato alla vendita su larga scala deve inoltre essere documentato, testato, mantenuto e supportato. Un errore in un prodotto distribuito a migliaia di clienti può trasformarsi in un problema considerevole.

L’intelligenza artificiale può contribuire a queste attività, ma il codice generato deve comunque essere verificato. Anche un tema apparentemente funzionante può contenere problemi che emergono soltanto in determinate configurazioni.

Inoltre, le aziende con esigenze particolari continueranno ad avere bisogno di professionisti capaci di comprendere il business, progettare soluzioni, integrare sistemi e assumersi la responsabilità del risultato.

Il rischio maggiore, quindi, potrebbe non essere la scomparsa dello sviluppo WordPress, bensì la riduzione del numero di professionisti necessari per svolgerlo e la diminuzione del valore economico delle attività più facilmente automatizzabili.

In altre parole, il lavoro potrebbe esserci ancora, ma distribuito tra meno persone e remunerato diversamente.

Chi lavora online dovrebbe iniziare a preoccuparsi?

La risposta non è farsi prendere dal panico, ma evitare di sottovalutare il cambiamento.

Chi oggi guadagna attraverso servizi digitali dovrebbe chiedersi quanto del proprio lavoro possa essere replicato da un sistema automatico e quanto dipenda invece da esperienza, capacità di analisi, responsabilità e conoscenza del cliente.

Vendere un prodotto standardizzato potrebbe diventare più difficile quando chiunque può generarne una variante personalizzata. Offrire un servizio che risolve un problema complesso, invece, potrebbe continuare a mantenere un valore significativo.

Per gli sviluppatori di temi WordPress, ad esempio, potrebbe diventare sempre più importante puntare sulla qualità del codice, sulle prestazioni misurate, sulla sicurezza, sul supporto e sulle funzionalità specialistiche, anziché competere soltanto sul numero di demo o sull’aspetto grafico.

Anche l’utilizzo dell’IA potrebbe diventare una necessità competitiva: chi saprà sfruttarla per lavorare meglio potrebbe trovarsi in una posizione più favorevole rispetto a chi continuerà a utilizzare esclusivamente metodi tradizionali.

Resta, però, una domanda difficile: se tutti diventano più produttivi grazie all’IA, chi beneficerà maggiormente di questa produttività? I clienti, le aziende che vendono gli strumenti, i professionisti più qualificati o una combinazione di questi soggetti?

La risposta dipenderà anche da come evolveranno i mercati e da chi riuscirà a trattenere il valore economico prodotto.

Conclusione: il futuro del lavoro online potrebbe essere molto diverso

L’intelligenza artificiale non sta semplicemente introducendo un nuovo strumento nel mondo del lavoro. Sta riducendo il costo necessario per trasformare un’idea in un prodotto digitale.

Per questo il settore dei temi WordPress merita particolare attenzione. Se una persona può progettare un sito, generare il codice, personalizzarlo e ottenere un prodotto funzionante senza acquistare un template, l’intero modello economico dei marketplace potrebbe essere messo sotto pressione.

ThemeForest non è necessariamente destinato a crollare, così come gli sviluppatori non sono destinati a scomparire. Ma sarebbe imprudente pensare che il settore possa rimanere immutato.

Il vero interrogativo riguarda la velocità della trasformazione e la capacità del mercato di adattarsi.

Per anni, Internet ha permesso a milioni di persone di costruire un lavoro intorno alle competenze digitali. Ora l’intelligenza artificiale potrebbe consentire di ottenere risultati simili con meno lavoro umano.

Il paradosso è tutto qui: la stessa rivoluzione tecnologica che offre a chiunque nuovi strumenti per creare potrebbe togliere opportunità a chi, fino a ieri, veniva pagato per farlo.

E forse la domanda più importante non è se l’intelligenza artificiale sarà capace di sostituire alcuni professionisti. È quanto velocemente cambierà il mercato prima che questi abbiano il tempo di reinventarsi.

Mario Di Pasquale

Autore - Mario Di Pasquale

Da circa 20 anni mi occupo di sviluppo web, SEO e Social Media Marketing. Ho una formazione in design, competenze in programmazione e un'esperienza maturata sia come freelancer sia in aziende internazionali su progetti europei.